DATA: 11 LUGLIO 2026
IL CAVALIERE: Luca Innocenzi
IL CAVALLO: Aube Boreale
IL CONSOLE: Luigi Lattanzi
IL CAPO SESTIERE: Andrea Mancini
LA DAMA: Eleonora Giovanili
L’ ARTISTA: Ado Brandimarte
IL PALIO
Commento dell’artista Ado Brandimarte: «La mia ricerca artistica nasce dall’esigenza di esplorare la materia e il suo potenziale espressivo attraverso un approccio sperimentale – ha spiegato l’artista -. La tecnica si basa sull’utilizzo di un lenzuolo in misto lino come supporto, trattato con gesso acrilico e successivamente lavorato con pittura a olio. L’opera viene poi confezionata attraverso una cornice realizzata con tessuti rinforzati, pensata non solo come elemento di contenimento ma come parte integrante del lavoro. Il rinforzo conferisce maggiore rigidità alla struttura, trasformando il supporto tessile in un elemento plastico e scultoreo, capace di dialogare con lo spazio e di enfatizzare la dimensione materica dell’opera».
Commento del professore del professor Stefano Papetti, direttore dei Musei Civici di Ascoli: «In occasione della ricorrenza dell’ottocentenario della morte di San Francesco, il Palio è dedicato al frate di Assisi che, giunto ad Ascoli nel 1216, radunò intorno a sé un gruppo di trenta giovani appartenenti alle più facoltose famiglie ascolane che rinunciarono agli agi concessi loro da una condizione sociale prestigiosa per abbracciare gli ideali pauperistici e pacifisti predicati dal santo. Rappresentato a mezza figura, con il caratteristico saio di ruvida stoffa, il giovane Francesco solleva con la mano un ramo di ulivo, simbolo quanto mai attuale della pace, richiamando la consuetudine di correre la Quintana di luglio in onore della Madonna della Pace, la tavola trecentesca del pittore fabrianese Francescuccio di Cecco Ghissi conservata nella chiesa di sant’Agostino: sullo sfondo in monocromia azzurra, si scorge la figura di un cavaliere giostrante e la caratteristica sagoma della chiesa di san Francesco, con la cupola ribassata fiancheggiata dai due snelli campanili gotici. Dimostrando una grande padronanza grafica ed un sapiente dosaggio dei colori, Brandimarte ha saputo coniugare con successo gli elementi iconografici caratteristici di uno stendardo, riallacciandosi alla viva tradizione francescana della città di Ascoli e del territorio, senza tuttavia trascurare quegli elementi che si collegano alla competizione cavalleresca, rappresentati dal cavaliere lanciato al galoppo e dalla scritta che con i suoi caratteri gotici ancora alla stagione medievale l’immagine rievocativa».