DATA: 08 LUGLIO 2023
IL CAVALIERE: Luca Innocenzi
IL CAVALLO: Kathy Way
IL CONSOLE: Patrizio Zunica
IL CAPO SESTIERE: Attilio Lattanzi
LA DAMA: Marina Nardinocchi
L’ ARTISTA: Olena Panasiuk
IL PALIO
Per il Palio della Quintana di luglio 2023, dedicata alla Madonna della Pace, l’artista ucraina Olena Panasiuk trae ispirazione da uno dei capolavori più significativi del patrimonio artistico ascolano, la Madonna di Poggio di Bretta di Carlo Crivelli, conservata presso il Museo Diocesano di Ascoli Piceno. Pur richiamandosi alla celebre tavola rinascimentale, l’artista ne offre una rilettura personale e contemporanea, capace di dialogare con la tradizione e al tempo stesso di attualizzarne il messaggio.
Se nell’opera di Crivelli la Vergine è raffigurata nell’atto di adorare il Bambino, nel Palio della Panasiuk il gesto assume un significato nuovo: Maria rivolge infatti la propria attenzione allo stemma della città di Ascoli Piceno, posto simbolicamente al centro della composizione. La Madonna diviene così figura protettrice della comunità cittadina, incarnazione dell’amore materno e della cura che la tradizione religiosa attribuisce alla Vergine nei confronti della città affidata alla sua protezione.
La composizione è impreziosita da una cornice di gigli e rose, elementi che appartengono alla più autentica simbologia mariana. I gigli evocano la purezza e l’integrità della Vergine, mentre le rose richiamano la fedeltà, l’amore e la devozione. Questi motivi floreali contribuiscono a creare un’atmosfera di delicata spiritualità, richiamando al tempo stesso il linguaggio decorativo della pittura rinascimentale.
La Madonna raffigurata da Olena Panasiuk si distingue per la sua semplicità e umanità. Non è una figura distante o solenne, ma una donna dall’aspetto materno e rassicurante, capace di trasmettere un sentimento di vicinanza e protezione. Attraverso questa scelta iconografica, l’artista interpreta il tema della Madonna della Pace come simbolo universale di accoglienza, speranza e tutela della comunità.
Il Palio si configura pertanto come un omaggio alla tradizione mariana della Quintana di luglio e al profondo legame che unisce Ascoli Piceno alla sua patrona celeste. L’opera fonde memoria artistica, devozione religiosa e identità cittadina, trasformando la figura della Vergine in una presenza amorevole che veglia sulla città e sulla sua storia.